Piano di utilizzazione cantonale del Parco del Piano di Magadino

23.01.2019 - 00:00


A seguito del voto del Parlamento cantonale in merito alla proposta di modifica del Piano di utilizzazione cantonale del Parco del Piano di Magadino, il Municipio rinnova la propria disponibilità a collaborare con l’autorità cantonale, affinché si possa identificare una soluzione nell’interesse di tutta la regione, dei Comuni, degli artigiani e dei cittadini in tempi brevi

Il Gran Consiglio ha respinto, rinviandola al Consiglio di Stato, la proposta di modifica del Piano di utilizzazione cantonale del Parco del Piano di Magadino (varianti Impianto di compostaggio d’importanza sovracomunale in località Pizzante) e lo stanziamento di un credito di CHF 1’000’000 per la sua attuazione. Secondo il parlamento cantonale, che ha fatto proprio l’articolato rapporto della Commissione speciale per la pianificazione del territorio, lo smaltimento dei rifiuti vegetali del Locarnese necessita un ulteriore approfondimento per valutare se la realizzazione di un nuovo impianto è effettivamente necessaria, anche perché - si legge nel rapporto commissionale - la soluzione proposta nel messaggio governativo difficilmente potrebbe essere implementata e realizzata in tempi brevi alla luce delle diverse resistenze che già ora si sono manifestate contro il progetto. Il Gran Consiglio invita inoltre il Consiglio di Stato ad attivarsi affinché possa trovare una soluzione alternativa a quella del Pizzante e al contempo a fare in modo che l'attività della Compodino SA cessi entro e non oltre 5 anni, attraverso una dismissione graduale dell'attività̀ e la conseguente bonifica dell'area attualmente occupata e utilizzata per le proprie lavorazioni.

Il Municipio prende atto di questa decisione di respingere la proposta del Consiglio di Stato, che si sapeva essere controversa, come già mostrato in occasione della discussione avuta in Consiglio Comunale nel 2009, quando la stessa variante - allora proposta dal Municipio – non è stata approvata dal Legislativo comunale per mancato raggiungimento della maggioranza qualificata, pur ottenendo la maggioranza dei voti espressi (19 voti favorevoli, 11 contrari e 6 astenuti).

Locarno - nella sua presa di posizione su quanto discusso in Gran Consiglio - aveva salutato positivamente l’avvio della procedura di variante al PUC proposta dal Consiglio di Stato, in quanto consapevole che è più che mai necessario trovare una soluzione pianificatoria ad una problematica di rilevante importanza regionale quale quella della gestione dei rifiuti organici; e questo anche se il Municipio avrebbe preferito l’ipotesi di posizionamento accanto all’IDA Foce Ticino, in modo da poter sfruttare delle sinergie nell’ambito del biogas, ma anche a tutela dei cittadini del Quartiere Locarno-Piano di Magadino, la cui associazione si era posta in modo critico.

Vale la pena di ricordare che il Consiglio di Stato aveva deciso nel 1990 l’introduzione di una modifica d’ufficio al nostro Piano regolatore per formalizzare l’attuale ubicazione. Locarno ha sempre cercato delle soluzioni pragmatiche, insieme ai competenti servizi cantonali, per mitigare gli effetti negativi dell’attività di compostaggio. Sono infatti stati svolti numerosi sopralluoghi ed avviate delle procedure che nel corso di questi anni hanno permesso di migliorare la situazione. Negli scorsi mesi è stato intimato alla proprietaria dell’impianto l’avvio di una domanda di costruzione in sanatoria, volta a chiarire in via definitiva la situazione legale dell’attività contestata, ottenendo pure una decisione inequivocabile da parte dell’Autorità cantonale, sulle modalità di dismissione dell’impianto.

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Angela Notari, Responsabile Comunicazione, Notari.Angela@locarno.ch