Progetto pedagogico

Il progetto pedagogico è uno strumento del quale il Nido Comunale di Locarno si è dotato per garantire un servizio di qualità. Fa riferimento all’azione quotidiana, definendo gli obiettivi del percorso ed i modi per raggiungerli.

Progetto Pedagogico del Nido (documento)

I principali obiettivi che il Nido si pone nel suo lavoro sono il benessere del bambino, la coerenza educativa nel passaggio tra i vari gruppi e lo scambio continuo con il genitore.


Benessere del bambino

(foto sul benessere del bambino)

Ogni bambino è unico, e come tale va considerato. Malgrado i bambini vivano la loro giornata al Nido in un gruppo si cerca, pur rispettando anche quest’ultimo, di seguire i ritmi e i bisogni di ognuno.

Quando il bambino inizia la frequenza al Nido lo fa con un ambientamento graduale, in modo da entrare nella vita al Nido progressivamente, accompagnato all’inizio dal genitore che rimane con lui.

Secondo le possibilità e le capacità di ogni bambino si cerca di proporre attività, momenti e giochi che gli permettano di svilupparsi in ogni suo aspetto: mente, corpo e cuore. Si lavora quindi su aspetti come l’autonomia, le emozioni, lo sviluppo di conoscenze e competenze cognitive, motorie e sociali. Con i più piccoli ci si adatta inoltre ai loro ritmi fisiologici (orari delle sieste e dei pasti).

Per garantire una buona prevenzione agli abusi il personale segue individualmente il corso contro i maltrattamenti organizzato da ASPI.

È importante per noi garantire che il bambino possa trascorrere una giornata serena al Nido, e questo può avvenire solo con un continuo scambio con i genitori.


Coerenza educativa

(foto sulla continuità educativa)

All’interno del Nido ci sono 5 gruppi di bambini, suddivisi per fascia d’età. Ogni anno, alla riapertura in agosto, i gruppi vengono rivisti per permettere ad ogni bambino di spostarsi nel gruppo che più si adatta alle sue necessità. Allo stesso modo, le educatrici ruotano per garantire nel limite del possibile una continuità educativa (si cerca di fare in modo che nel nuovo gruppo ogni bambino abbia almeno una delle educatrici dell’anno precedente).

Per fare in modo che i bambini ritrovino una certa coerenza educativa pur cambiando spazi ed educatrici, l’équipe discute regolarmente su quanto mette in atto e fa uso di protocolli studiati insieme, in modo da permettere un’azione educativa comune.

Scambio con il genitore

(foto sui genitori)

La filosofia del Nido fa particolare riferimento alla Pedagogia dei Genitori, che vede l’educatore e il genitore come esperti diversi del bambino. Se l’educatore ha le conoscenze teoriche sul mondo dell’infanzia, il genitore è l’unico vero esperto del proprio bambino. Crediamo quindi che sia indispensabile un continuo e trasparente scambio con il genitore per permettere un migliore lavoro al Nido e una maggiore coerenza educativa tra casa e Nido.

In seguito alla formazione continua svolta con il Progetto TIPÌ (Ticino Progetto Infanzia) il Nido ha costruito degli strumenti concreti, in seguito spiegati, per migliorare questo tipo di lavoro. Oltre a ciò il Nido propone ogni anno degli eventi (panettonata di Natale, festa estiva,…) e un giorno di Porte Aperte, per garantire questo scambio. (foto festa 40 anni)

Tutti gli anni, infine, ai genitori viene proposto un questionario relativo la qualità del Nido per dare la possibilità di esprimere critiche costruttive e pareri positivi sulla struttura.


Strumenti e azioni

Prima che il bambino inizi a frequentare il Nido la famiglia ha un colloquio informativo con la direzione in cui può visitare la struttura, definire il contratto di frequenza e porre tutte le domande del caso.

In seguito l’educatrice di riferimento svolge un colloquio con i genitori. Questo momento serve come scambio conoscitivo: la famiglia potrà riferire all’educatrice le informazioni più importanti riguardanti il bambino, e l’educatrice potrà presentarsi e spiegare gli aspetti fondamentali di quanto avverrà nelle settimane seguenti. Viene inoltre definito uno schema orario di massima per l’ambientamento.

Scheda di raccolta informazioni (documento)

(foto colloquio con genitore con diario) Dopo questo primo colloquio, per ogni anno scolastico (agosto-luglio) vengono svolti altri tre colloqui con la famiglia. Questi hanno l’obiettivo non di giudicare, ma di evidenziare gli sviluppi avuti dal bambino nei mesi precedenti e capire quali siano i suoi bisogni.

Il colloquio si svolge con l’ausilio del “Diario di crescita condivisa del bambino”, uno strumento che permette di osservare il bambino dalla parte dell’educatrice e dalla parte del genitore per evidenziare eventuali differenze, punti di forza, aspetti su cui si possono proporre maggiori stimoli. Diventa anche un ottimo mezzo di confronto per capire come uniformare la proposta educativa tra casa e Nido.

Al termine del colloquio, grazie allo svolgimento del Diario di crescita, genitori ed educatrice stabiliscono un Patto Educativo: si tratta semplicemente di definire su quali aspetti si vuole lavorare nei mesi seguenti, a casa e al Nido, per permettere al bambino di continuare al meglio la sua crescita.

All’interno dell’équipe del gruppo, tutti i Patti Educativi creati con i genitori vengono messi in comune e sulla base di questi viene stabilito un Progetto Educativo: viene deciso, concretamente, quali modifiche apportare agli spazi, alle proposte, alle modalità educative sulla base dei bisogni attuali dei bambini presenti nel gruppo.

(foto équipe che modifica spazi, con progetto in vista)

(foto riunione genitori) Sempre per favorire lo scambio tra educatrici e genitori, durante l’anno vengono infine organizzate quattro riunioni genitori (circa a luglio, ottobre, febbraio, giugno).

La prima è principalmente un incontro di conoscenza, dove vengono spiegati aspetti relativi all’inizio del nuovo anno scolastico, vengono presentate le educatrici e si favorisce la conoscenza tra i genitori.

Le tre riunioni successive hanno come obiettivo quello di mostrare quanto è stato fatto grazie al Progetto Educativo messo in atto nei mesi antecedenti e di spiegare come si proseguirà. Sono anche occasioni in cui trattare temi che stanno particolarmente a cuore, porre domande, confrontarsi,…


Ambientamenti

Per aiutare il bambino a vivere al meglio la frequenza al Nido sono previsti due tipi di ambientamento:

Ambientamenti per i bambini nuovi: quando un bambino inizia a frequentare il Nido (anche se viene da un altro Nido o da un’altra forma di accoglienza extra-famigliare) è previsto un periodo di due settimane minime (con frequenza 5/5 giorni a settimana, indipendentemente da quanto frequenterà in seguito) per permettergli di entrare nel suo nuovo gruppo con calma.

Gli orari vengono strutturati in accordo con le esigenze del gruppo e con quelle del genitore, e prevedono un aumento graduale del numero di ore a giornata. Malgrado venga definito un piano già durante il colloquio di conoscenza, tale piano potrebbe poi modificarsi in base alle reazioni del bambino (ed eventualmente allungarsi, se necessario).

L’ambientamento viene svolto con la presenza della persona di riferimento (salvo eventualmente gli ultimi giorni, se il bambino non necessita un’assistenza particolare).

Esempio di ambientamento (documento)

Ambientamenti interni: dopo le vacanze estive tutto il Nido effettua una rotazione: i bambini si spostano in un gruppo più adatto alla loro età, le équipe cambiano cercando di garantire una certa continuità educativa. Affinché questo passaggio si svolga nel modo più sereno possibile, a luglio viene fatto un ambientamento interno: durante la mattinata le educatrici accompagnano i bambini nei nuovi spazi, dove con il loro supporto potranno conoscere gli altri bambini e le nuove educatrici.


Attività

In tutti i gruppi l’attività principale è il gioco libero: tramite il gioco il bambino sperimenta, crea, inventa, scopre e impara a conoscere il mondo. Secondo la filosofia del Nido, si cerca di permettergli il maggior grado possibile di autonomia, per questo i giochi e le attività sono in buona parte sempre a disposizione.

Vengono comunque svolte anche diverse attività più guidate, sia all’interno che all’esterno. Tutti i giorni si svolge il “Buongiorno”, un momento rituale di ritrovo, in cui si possono fare canzoni, raccontare storie, fare piccoli giochi, scegliere il cameriere,… Altri esempi sono i giochi con l’acqua, le attività grafico-pittoriche, dei giochi di movimento,... Non mancano inoltre le uscite al parco giochi, nel bosco o in altri luoghi (soprattutto con i più grandi la proposta può essere molto ampia).

Nelle foto si possono vedere alcuni esempi di attività.

(8-10 foto di esempi di attività, momentischeda, uscite,… nelle varie fasce d’età)


Metodologie seguite

Il Nido non segue una metodologia unica, ma trae spunto da più pensieri, correnti e filosofie alla ricerca del continuo miglioramento, seguendo anche la costante evoluzione della pedagogia.

Alcuni pensieri a cui il servizio fa riferimento attualmente:

  • Elinor Goldschmied: ogni bambino ha un’educatrice di riferimento, in modo che sia seguito più da vicino in particolare durante il periodo dell’ambientamento e che anche i genitori possano avere un riferimento preciso. Durante la giornata l’educatrice è sullo sfondo e osserva: interviene solo quando davvero necessario, per permettere al bambino, competente fin dalla nascita, di essere indipendente. Vengono curati i dettagli per proporre un ambiente accogliente (ad esempio a tavola l’educatrice ha tutto a portata di mano per non doversi alzare disturbando il pranzo, vengono usate le tovaglie,…).
  • Maria Montessori: in tutti i gruppi si promuovono ampiamente l’autonomia pratica e quella emotiva. Il bambino non è visto come un piccolo adulto, bensì come piccolo essere capace di grandi cose, se gli si permette di farle. Si cerca quindi di portarlo a sperimentare più esperienze possibili e a lasciarlo autonomo di decidere, nei limiti del rispetto del gruppo e dell’organizzazione di massima, cosa desidera fare, provare, apprendere. Per aiutarlo in questo gli spazi vengono strutturati in modo da favorire al massimo la sua autonomia (mobili alla sua altezza, giochi alla sua portata, angoli definiti che gli permettano di capire da solo cosa può fare in quel luogo,…) e il rispetto di sé.
  • Emmi Pikler: questa corrente viene seguita in particolare nel gruppo Cigno (i più piccoli), dove gli spazi sono delimitati da cancelletti. In questo modo i bambini che già si spostano possono interagire con quelli che non lo fanno ancora, senza rischiare di invadere il loro spazio. I bambini che ancora non sono in grado di stare seduti al tavolo inoltre pranzano in braccio all’educatrice su una poltrona apposita. Nei momenti del cambio e del pasto il bambino ha l’attenzione privilegiata dell’educatrice, che si occupa unicamente di lui, mentre nei momenti di gioco impara pian piano ad accettare che quest’ultima lo osservi stando al di fuori dello spazio riservato ai bambini.
  • Thomas Gordon: una comunicazione efficace deve essere alla base di ogni servizio sociale. Thomas Gordon ha sviluppato un metodo comunicativo che, se messo in pratica correttamente, permette di eliminare alcune barriere della comunicazione e quindi avere una comunicazione migliore.

Pedagogia dei Genitori: si tratta di una filosofia che ha origine da vari pensieri derivanti da molte parti del mondo. Negli ultimi anni si è affermata sempre di più in Italia e in seguito in Ticino, grazie ai progetti PIPPI e TIPÌ (l’equivalente ticinese di PIPPI). L’idea di principio è quella che il genitore è un esperto al pari dell’educatore: il primo è il principale conoscitore del proprio bambino, il secondo ha le teorie generali sui bambini. Unire questi due saperi permette di lavorare al meglio per garantire uno sviluppo ottimale del bambino. Nella sezione al Progetto Pedagogico è possibile trovare maggiori dettagli in merito.

Oltre a queste correnti, il Nido fa ampio riferimento ai fascicoli sviluppati dalla Commissione Svizzera per l’Unesco diretti alla prima infanzia e ai servizi di accoglienza di quest’ultima. In particolare si parla del “Quadro d’orientamento per la formazione, l’educazione e l’accoglienza della prima infanzia in Svizzera”, che è il primo documento che dal 2012, in Svizzera, fa riferimento alle esigenze e ai diritti del bambino piccolo. La pubblicazione è stata concepita adottando il punto di vista del bambino e costituisce la base per agire in modo corretto ed efficace.

Quadro d’orientamento (documento)

Ultimo aggiornamento pagina: 28.09.2021, 13:20