In Città le residenze secondarie si attestano al 16.57%

25.04.2019 - 00:00

Il Municipio ha recentemente preso atto del rapporto annuale sulle residenze secondarie sul suolo cittadino. Al 31 marzo, le residenze secondarie a Locarno costituiscono il 16.57%, collocando così la Città ben al di sotto della quota prevista dalla Lex Weber.

Dopo l’accettazione da parte di Popolo e Cantoni nel 2012 della modifica dell’articolo costituzionale, dal 2016 è entrata in vigore la Legge federale sulle abitazioni secondarie (LASec, detta Lex Weber) secondo cui non è più permesso costruire nuove residenze secondarie nei comuni dove la loro quota supera il 20% del totale delle abitazioni. Proprio allo scopo di verificare il rispetto di tale legge, e possibilmente accompagnare una crescita della Città che sia equilibrata e armoniosa anche nel settore immobiliare, da tre anni a questa parte si procede ad una meticolosa verifica e vengono regolarmente pubblicati i dati relativi alla percentuale di residenze secondarie.

Grazie alla sinergia e alla collaborazione tra il Centro informatico comunale (CICLo), il Controllo stabili, il Controllo abitanti, l’Ufficio contribuzioni e la Sezione Urbanistica, anche quest’anno è stato quindi possibile quantificare le residenze secondarie sul suolo cittadino.

A fronte di 10'823 abitazioni in totale, con 7'873 residenze primarie e 1’157 secondarie quest’anno il Comune di Locarno conferma il proprio trend positivo rilevando un totale di residenze secondarie pari al 16.57%, collocando così la Città ben al di sotto della soglia prevista dalla Lex Weber. Con lievi oscillazioni dovute probabilmente all’obbligo di includere nel dato anche le abitazioni primarie vuote da più oltre due anni, tale percentuale costituisce un dato stabile confermato anche gli scorsi anni, con un 16.5% nel 2017 e una quota pari al 15.2% nel 2018.

L’attuale risultato della Città – ovvero il 16.57% di residenze secondarie – e la sua costanza negli ultimi anni costituisce un risultato interessante che conferma una crescita proporzionata tra residenze primarie e secondarie e che si pone in controtendenza rispetto a quanto rilevato nella maggior parte dei comuni limitrofi, dove – eccetto il Comune di Losone – la percentuale delle residenze secondarie supera il 20% (e dove non è pertanto possibile costruire nuove residenze secondarie ma unicamente trasformare l’esistente, come previsto dalla LASec).

Il Municipio ha preso atto del dato 2019 e auspica un’evoluzione futura che, oltre a rispettare la legge, permetta a Locarno di diventare “casa” per un numero sempre maggiore di persone e famiglie.