Tra le tante imprese, ci donò anche un palazzo: conferenza per i 250 anni dalla nascita del Barone Marcacci

02.10.2019 - 00:00

Questa sera, a Palazzo Marcacci la Città ha festeggiato un compleanno importante, ovvero i 250 dalla nascita di Giovanni Antonio Marcacci, il barone locarnese che visse a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento, si distinse in ambiti come la politica e la diplomazia, e che alla sua morte lasciò tutti i suoi averi al suo luogo natale. L’edificio sede del Municipio e dell’Amministrazione comunale, chiamato Palazzo Marcacci e luogo della conferenza tenuta questa sera dallo storico Marino Viganò, fu infatti originariamente il palazzo della famiglia Marcacci, prima di diventare di proprietà pubblica grazie al generoso gesto del Barone. Il Municipale e Capodicastero cultura Giuseppe Cotti: “Ricordando questa grande figura, che per lungimiranza e attualità pare a tratti un nostro contemporaneo, con il suo esempio si ravviva anche la fiamma della buona politica – nella Svizzera e nel Ticino di oggi”. L’Archivista Huber: “Profonda gratitudine per un gesto notevole, che ha consentito all’ente pubblico di far fronte a molte sfide in un’epoca di diffusa povertà”

Tra le personalità della città di Locarno, il barone Giovanni Antonio Marcacci è senz’altro una figura che si staglia. Nato a Locarno duecentocinquant’anni fa, il 15 agosto 1769, segue le tracce dei suoi avi assumendo dapprima cariche di rilievo regionale. Fu presidente della Corporazione dei Borghesi e fiscale del baliaggio di Locarno. Aveva una ottima formazione acquistata in un ambiente internazionale: dopo gli studi al Papio d’Ascona frequentò le Arcimbolde e il ginnasio di Brera a Milano, per poi proseguire gli studi nelle università di Fulda dal 1789, Friburgo in Brisgovia dal 1791 ed infine a Pavia nel 1793. Cresciuto sotto l’Antico regime, Marcacci riesce a superare la Rivoluzione e dopo l’emancipazione del baliaggio rappresenta nel Gran Consiglio della Repubblica Elvetica i Cantoni di Lugano e Bellinzona nel 1798, prosegue la sua carriera nel Gran Consiglio elvetico nel 1798, nelConsiglio legislativo nel 1800, nel Senato nel 1801 e infine è chiamato al Tribunale supremo nel 1802. Successivamente assume cariche diplomatiche diventando agente a Milano per la Confederazione, presso la Repubblica italiana dal 1804, il Regno italico dal 1805, il Governo austriaco dal 1814, il Regno lombardo-veneto dal 1815 al 1835. Deceduto senza eredi a Milano il 10 aprile 1854, donò a Locarno, sua patria d’origine, il palazzo di famiglia – l’attuale Municipio – e tutti i suoi beni nel Canton Ticino. Fu un lascito importante che rese l’alto dignitario benemerito presso i suoi concittadini. In sua memoria fu eretta la statua in Piazza S. Antonio.

Il gesto del Barone Marcacci rappresenta il lascito più ingente alla Città, ma non è l’unico: altre famiglie infatti (come la famiglia Rusca, Balli o Bustelli) donarono parte o tutti i loro averi all’ente pubblico, dando fondamentale sostegno a cause sociali come il finanziamento delle scuole, dell’ospedale, o della dote per le giovani donne povere, in un’epoca in cui a fronte di una borghesia molto benestante la gran parte della popolazione viveva con mezzi modesti ai limiti della sopravvivenza.

Questi ed altri avvenimenti sono stati evocati e discussi stasera nell’ambito del qualificato intervento dello storico Marino Viganò, esperto riconosciuto di questa importante figura, al quale la Città guarderà sempre con grande gratitudine.

Per ulteriori informazioni: Rodolfo Huber, Archivista comunale, 091 756 31 90

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