“Vieni a sederti accanto a me sulla panchina”: scambio degli auguri all’Istituto San Carlo

02.01.2020

Nelle scorse settimane l’Istituto per anziani San Carlo ha ospitato il tradizionale pranzo natalizio con le autorità. Oltre al Municipio, a salutare i residenti in un ambiente festoso quest’anno anche il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità Raffaele De Rosa, che ha rivolto un caloroso saluto ai presenti ed ha letto un bellissimo testo dello scrittore svizzero Charles-Ferdinand Ramuz

In moltissimi tra residenti e famigliari hanno partecipato al tradizionale pranzo natalizio tenutosi dall’Istituto per anziani San Carlo per celebrare in allegria il periodo delle Feste.

Il pranzo è stato aperto dal Sindaco Alain Scherrer, che ha sottolineato l’accoglienza e la professionalità che si respirano tra le mura della casa per anziani locarnese e l’intenso lavoro fatto nell’ultimo anno. La parola è poi passata al Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità Raffaele De Rosa che nel suo discorso ha dedicato ai presenti la poesia “Vieni a sederti accanto a me sulla panchina”, dello scrittore svizzero Charles-Ferdinand Ramuz, che riportiamo alla fine del comunicato.

Il Direttore Mauro Pirlo ha poi tenuto a ringraziare il personale e i residenti, presentando anche un progetto innovativo attivato tra le mura del San Carlo: si chiama “Emotion food”, ed è una tecnica che consente di scomporre e ricomporre i cibi in maniera che anche chi soffre di disfagia (e sia quindi impossibilitato a deglutire correttamente) possa nutrirsi senza difficoltà e gustandosi quello che sembra un normale piatto, ma che presenta una consistenza adatta. Proprio per sottolineare la versatilità di questo progetto, prima del pranzo ai presenti è stato offerto un piccolo aperitivo preparato grazie a questa tecnica.

Ha concluso la parte ufficiale il Capo dicastero Giuseppe Cotti, che ha ringraziato gli anziani per la dedizione e l’impegno di una vita intera, che hanno gettato le fondamenta del nostro benessere.

VIENI A SEDERTI ACCANTO A ME SULLA PANCHINA, di Charles-Ferdinand Ramuz

Vieni a sederti accanto a me sulla panchina davanti a casa, moglie cara.
È tuo diritto: saranno presto quasi quaranta anni che siamo insieme.
Questa sera è bel tempo ed è anche la sera della nostra vita: tu hai ben meritato questo breve momento di riposo.
I nostri figli si sono ormai sistemati e se ne sono andati per il mondo; e noi siamo di nuovo soli, come all'inizio. Ricordi? Non avevamo nulla per cominciare, bisognava fare tutto. ¨

Ci siamo messi al lavoro ed è stata dura; c'è voluto coraggio e perseveranza. C'è voluto amore e l'amore non è quel che si crede quando si comincia.
Non sono soltanto quei baci che si scambiano, quelle parole che si sussurrano all'orecchio: non è neppure il tenersi stretti l’uno contro l'altra.

La vita è lunga, il giorno delle nozze non è che un giorno; soltanto dopo, ricordi, è iniziata la vita. Bisogna fare e viene disfatto; bisogna rifare e viene disfatto ancora.
Vengono i figli: occorre nutrirli, vestirli, allevarli: è una vicenda senza fine. Talvolta si ammalavano, tu rimanevi in piedi tutta la notte, io lavoravo dal mattino alla sera.

Giungono dei momenti in cui si dispera; gli anni si succedono agli anni e non si va avanti. Spesso sembra di tornare indietro. Ricordi tutte queste cose? Tutte queste preoccupazioni, tutti questi affanni: soltanto tu sei sempre stata qui. Siamo rimasti fedeli l’uno all'altra.

Ho potuto appoggiarmi a te e tu ti appoggiavi a me. Abbiamo avuto la sorte d'essere insieme, ci siamo messi tutte e due all'opera, abbiamo resistito e tenuto duro. Il vero amore non è quello che si crede. Il vero amore non dura un giorno, ma sempre.


Vuol dire aiutarsi, comprendersi. E, a poco a poco si vede che tutto si accomoda. I figli sono cresciuti hanno preso una buona piega; ne avevano avuto l'esempio. Abbiamo consolidato le fondamenta della casa: se tutte le case del paese saranno solide anche il paese sarà solido.

Perciò vieni accanto a me e guarda, poiché quando il cielo è rosa come questa sera, quando una polvere rosa s'alza da ogni parte e penetra fra gli alberi, e giunto il tempo di raccogliere e riporre il grano.

Stringiti contro di me: non parleremo, non abbiamo più bisogno di dirci nulla. Abbiamo solo bisogno di stare insieme ancora una volta e di attendere la notte nella soddisfazione del dovere compiuto.

Alcune foto del pranzo:

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