Primi passi

Fra il 2008 e il 2009 si avverte la necessità di approfondire alcuni progetti di fondamentale importanza per delineare il futuro del Locarnese: in questo contesto inizia a consolidarsi l'idea di dare una casa al Pardo.

Fra i progetti al centro dell'attenzione – considerando che nell'aria c'era pure il tema delle aggregazioni – figuravano in particolare:

  • Il Centro congressuale in Piazza Stazione a Muralto
  • Il possibile inserimento del Museo del Territorio all'ex-Caserma di Losone
  • Lo sviluppo della vasta area dell'ex-Cartiera di Tenero
  • Lo sviluppo del'area dell'ex-Aerodromo di Ascona
  • La Casa del Cinema

Progetti tutti legati all'ambizione di attuare nella Regione dei grandi cambiamenti, immaginati anche sotto la spinta determinata dall'inaugurazione, nell'ottobre del 2009, del nuovo Centro Balneare Regionale, vero e proprio fiore all'occhiello della collaborazione intercomunale.

In questo «puzzle», ideato per dare al Locarnese un'identità sempre più forte e consolidata all'interno del Cantone, un ruolo di prim'ordine, come detto, lo giocava la Casa del Cinema.

Un progetto di grande spessore a più livelli, considerando la sua possibilità di ancorare definitivamente il Festival del film al Locarnese e al Cantone in genere, di ampliare la Rassegna cinematografica sia nel tempo che nella sua valenza con ulteriori contenuti culturali, ma anche un progetto concepito per creare rinnovate sinergie col mondo turistico-economico.

L'idea di inserire la Casa del Cinema nel palazzo delle ex-Scuole comunali di Piazza Castello è legata all'allora direttore dell'Ufficio federale della cultura Jean-Frédéric Jauslin. Infatti, nel corso di una sua visita a Locarno, passeggiando tra Piazza Grande e la zona del Palazzetto Fevi, Jauslin aveva indicato come ubicazione ottimale per la casa del Pardo proprio l'edificio delle ex-Scuole comunali, in modo da consolidare la «Via del Pardo» tra lo spazio di Piazza Grande e il FEVI.

Si parte bene, ma poi tutto si arena

Un suggerimento ritenuto meritevole di considerazione, tanto che per approfondire questa ipotesi il Convivio intercomunale dei sindaci del Locarnese (Cisl) ha proseguito nella valutazione della fattibilità dell’idea, affidando l’incarico alla Fondazione Casa del Cinema.

Un organo, quest'ultimo, costituitosi nel luglio del 2009 grazie alla spinta, oltre che dei Comuni, del Festival del Film di Locarno (oggi denominato Locarno Festival) e dell’Ente turistico Lago Maggiore (oggi denominato Organizzazione Turistica Lago Maggiore e Valli). La Fondazione, in caso di concretizzazione del progetto, avrebbe assunto il ruolo di committente dell'opera.

Sette i membri del Consiglio di Fondazione (i sindaci: Carla Speziali, Locarno; Corrado Bianda, Losone; Luciano Biffi, Brissago; Felice Dafond, Minusio; Paolo Galliciotti, Tenero-Contra; Stefano Gilardi, Muralto; e il presidente del Festival del film Marco Solari). Dal canto suo l'avv. Michele Gilardi, in qualità di direttore della Fondazione, assicurava invece l'operatività della stessa nella sua fase iniziale.

Il «la» al progetto era così stato dato. Sulla base di uno studio di fattibilità tecnico-architettonico, elaborato lo stesso anno, la Fondazione Casa del Cinema ha poi proseguito gli approfondimenti attraverso uno studio sul modello imprenditoriale, terminato nel 2011. Nel contempo si procedeva anche nella ricerca dei possibili finanziamenti.

Un entusiasmo che – pur se ha portato i suoi frutti, permettendo l'allestimento di una corposa documentazione a sostegno della fattibilità del progetto – ha però vissuto una brusca decelerazione al momento in cui, nel settembre del 2011, la proposta di aggregazione dei Comuni di sponda sinistra della Maggia veniva bocciata in votazione popolare.

Con questa bocciatura si vanificavano anche i contributi aggregativi promessi dal Cantone (una trentina di milioni), parte dei quali previsti a sostegno dei grandi progetti regionali.

Documenti e link

Ultimo aggiornamento pagina: 16.10.2017, 11:31