Rassegna cinematografica: Un po' di cinema svizzero

Spettacoli, teatro e Cabaret

dal 26.03.2026
al 24.04.2026

Cinema GranRex Locarno e Rialto Muralto

Orari
diversi

Entrata
Entrata gratuita per studenti
Biglietto d'entrata singolo CHF 12.-
Apprendisti, disoccupati, beneficiari AI, AVS : CHF 10.-

Maggiori informazioni
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Rassegna cinematografica: Un po' di cinema svizzero

Quattro film di finzione, di cui i due ipernominati per il Premio del cinema svizzero 2026 (À bras-le-corps di Marie-Elsa Sgualdo e Bagger Drama di Piet Baumgartner); nove documentari, di cui due nominati (Blame di Christian Frei e Qui vit encore di Nicolas Wadimoff, che ha vinto anche il Prix de Soleure) e ben cinque ticinesi: questo il succulento piatto che i cineclub della Svizzera italiana offrono quest’anno al pubblico nella loro ormai irrinunciabile rassegna dedicata al cinema nazionale recente, selezione del meglio che si è potuto vedere in gennaio alle 61esime Giornate di Soletta.
La scelta è forzatamente personale e limitata, sia perché in un festival non si può vedere tutto, sia perché le nostre date impediscono di allargarla ad altri film meritevoli, ma crediamo che possa essere sufficientemente rappresentativa della qualità del cinema svizzero, ormai riconosciuta anche fuori dai nostri confini. Incoraggiante è il fatto che, accanto a film di registi dalla fama collaudata (Christian Frei, Nicolas Wadimoff, Thomas Imbach e anche l’italiano Leonardo Di Costanzo, i cui ultimi film sono coprodotti dalla nostra Amka Films e dalla RSI), ce ne siano altri alle loro prime prove nel lungometraggio, come i già citati Piet Baumgartner e Marie-Elsa Sgualdo, quest’ultima sbarcata e premiata alla Mostra di Venezia.
La novità di questa edizione di “Un po’ di cinema svizzero” è senz’altro la forte presenza di film ticinesi, che abbiamo voluto inserire non solo perché a Soletta hanno avuto un grande successo di pubblico (Becaària di Erik Bernasconi, qui non presente perché avrà la sua meritata uscita nelle sale, ha addirittura vinto il Prix du public!), ma anche perché sono il segnale di una crescente vitalità creativa nella nostra piccola realtà.
Che cosa accomuna i film presenti in questa edizione di “Un po’ di cinema svizzero”, che apparentemente trattano temi molto diversi? Per rispondere può essere utile ricordare le polemiche sorte dopo le dichiarazioni di Wim Wenders all’ultima Berlinale, secondo cui il cinema deve stare lontano dalla politica. Parole inaccettabili perché volevano giustificare la decisione del festival di non denunciare i crimini di Israele contro i palestinesi. Ma poi, più in generale, anche mal interpretate, perché il regista tedesco non intendeva certo dire che i film non debbano occuparsi dei problemi che affliggono il mondo, ma solo rivendicare un approccio diverso, un linguaggio che non è quello della propaganda, tipico della politica, ma quello dell’empatia.
Il cinema è sempre politico, se con questo si intende che deve gettare uno sguardo sulla realtà di cui la politica è incapace, uno sguardo in grado di avvicinarci alle persone, alle loro sofferenze e alle loro speranze. Il cinema non può cambiare il mondo, ma può certamente contribuire a darci percezioni più profonde delle vicende umane solitamente escluse dal linguaggio «freddo» delle notizie e delle dichiarazioni dei politici. In questo senso il cinema, quando non si riduce a puro intrattenimento, ed è il caso di tutti i film presenti in questa rassegna, può senz’altro aiutarci ad una miglior consapevolezza del nostro essere nel mondo, sia che mostri l’esempio virtuoso di un’architettura sostenibile (Barbara Buser – Pionierin der Nachhaltigkeit) sia che affronti la tragedia di Gaza (Qui vit encore di Nicolas Wadimoff) o il ruolo della scienza minacciato da teorie oscurantistiche (Blame di Christian Frei) sia che metta a nudo i nostri conflitti interiori irrisolti (Nacktgeld di Thomas Imbach o Il fantasma che è in me di Michael Beltrami).
Ogni spettatore potrà farsi le proprie opinioni in merito. Buone visioni!

PROGRAMMA

lunedì 23 marzo | 18.30, GranRex Locarno
BAGGER DRAMA 
| Svizzera 2024
regia: Piet Baumgartner; con: Bettina Stucky, Phil Hayes, Vincent Furrer, Karin Pfammatter, Maximilian Reicher
v.o. svizzero-tedesco; st. francese, tedesco; colore; 94’

7 nomination per il Premio del cinema svizzero 2026: miglior film, miglior sceneggiatura (Piet Baumgartner), miglior interpretazione femminile (Bettina Stucky), miglior interpretazione maschile (Phil Hayes e Vincent Furrer), miglior montaggio (Tania Stöcklin), miglior suono (Peter von Siebenthal, Nadja Gubser, Jan Gubser).

Una famiglia fa fatica a parlare di sentimenti, amore o intimità. L’impresa familiare di vendita e riparazione di escavatori richiede grande attenzione, e ciascuno deve darsi da fare. Un nuovo «Heimatfilm», con persone che cercano e macchine che ballano.

lunedì 30 marzo | 20.30 al cinema Rialto, Muralto
ELISA
 | Italia, Svizzera 2025
regia: Leonardo Di Costanzo; con: Barbara Ronchi, Roschdy Zem, Diego Ribon, Valeria Golino
v.o. italiano, francese; st. francese; colore; 110’
SIGNIS Award + Sorriso Diverso Award (miglior film italiano) Venezia 2025

Elisa, 35 anni, è in carcere da dieci anni, condannata per avere, senza motivi apparenti, ucciso la sorella maggiore e averne bruciato il cadavere. Sostiene di ricordare poco o niente del delitto, come se avesse alzato un velo di silenzio tra sé e il passato. Ma quando decide di incontrare il criminologo Alaoui e partecipare alle sue ricerche, in un dialogo teso e inesorabile i ricordi iniziano a prendere forma, e nel dolore di accettare fino in fondo la sua colpa Elisa intravede, forse, il primo passo di una possibile redenzione.

venerdì 10 aprile | 20.30, GranRex Locarno
BLAME
 | Svizzera 2025
regia: Christian Frei
v.o. inglese; st. francese; colore; 123’

Nominato come miglior documentario per il Premio del cinema svizzero 2026.

Dopo anni di ricerche sulle grotte dei pipistrelli, tre scienziati si ritrovano sotto il fuoco di gravi accuse per i risultati cui sono giunti, e ora devono difendersi. Un viaggio cinematografico affascinante sul ruolo della scienza in questi tempi sempre più bui. Il film rivela come lo sfruttamento e l’amplificazione delle nostre paure e di falsi miti conducano il mondo verso uno squilibrio inquietante.

lunedì 13 aprile | 20.30, GranRex Locarno
I FISICI 
| Svizzera 2026
regia: Agnese Làposi; con: Igor Horvat, Catherine Bertoni de Laet, Jonathan Lazzini,
Pierluigi Corallo, Giorgia Senesi, Marco Mavaracchio.
v.o. italiano; bianco e nero e colore; 80’

La tragicommedia grottesca “Die Physiker” di Dürrenmatt prende forma attraverso riprese di finzione e prove teatrali di una compagnia. Tra le mura di una clinica che si fondono con quelle del teatro, tra giallo e melodramma, i protagonisti si giocano il futuro dell’umanità. Un’opera degli anni ‘60 che non perde nulla della sua attualità.

venerdì 17 aprile | 20.30, GranRex Locarno
MEMORIE DI UN MEDICO 
DI MONTAGNA | Svizzera 2026
regia: Domenico Lucchini
v.o. italiano; colore e bianco e nero; 74’

Il film ricorda la figura del nonno materno del regista, Salman Luban, che dalla Bielorussia approdò in Val Calanca, dove svolse con passione, per tutta la sua vita, la funzione di medico della valle.

lunedì 20 aprile | 20.30, GranRex Locarno
IL FANTASMA CHE È IN ME
 | Svizzera 2025
regia: Michael Beltrami
v.o. italiano; colore e bianco e nero; 100’

Menzione speciale – AMC Award al Festival dei Popoli, Firenze 2025.

Una stanza d’ospedale. Una videocamera tra le mani. Un uomo immobile che inizia a viaggiare – nei suoi ricordi, nei suoi desideri, nei suoi silenzi. Così nasce questo film, da un’assenza che diventa presenza. Un «fantasma» lo accompagna, lo sfiora, lo guida. È forse se stesso, o qualcosa di più. Un viaggio onirico, intimo e profondo,
che attraversa vent’anni di immagini, sogni e domande, per interrogare la vita e il mistero che ci abita.

venerdì 24 aprile | 20.30, GranRex Locarno
IL CANTO DEL RESPIRO
 | Svizzera, Italia 2025
regia: Simona Canonica
v.o. italiano, inglese, mongolo; st. italiano; colore; 110’

Un percorso attraverso tre culture tradizionali, in Australia, in Mongolia e in Italia, alla ricerca delle tappe che danno origine al soffio della vita: la circolarità della respirazione, l’armonia del canto, il colore di ogni voce e la connessione con la parte più profonda di sé.